ANIMALI FANTASTICI E DOVE TROVARLI… A RAVENNA!

I bestiari erano parte integrante della letteratura e della cultura medievale e questo spiega il perchè su molte chiese e portali delle cattedrali dell’epoca si trovino ancora oggi raffigurazioni di animali e mostri mitologici o immaginari. Nel mondo occidentale di solito i bestiari si ispiravano al modello dell’alessandrino Physiologus

Come molte grandi città, anche Ravenna è testimone di questo patrimonio di animali fantastici. 

Nel 1213, Guglielmo, l’abate benedettino del monastero che sorgeva a ridosso della Basilica di San Giovanni Evangelista, ordinò l’innalzamento della pavimentazione dell’edificio e la contestuale realizzazione di una nuova decorazione a mosaico.

La scelta soggetti ricadde su quelli maggiormente in voga all’epoca: la Quarta Crociata, che si era da poco conclusa, insieme a scene tratte da leggende e storie allora famose, senza tralasciare ovviamente un richiamo ai bestiari.

Queste decorazioni trovarono posto lungo la navata centrale ed ogni raffigurazione, soprattutto quelle legate al mondo animale, assunsero valori simbolici che svelavano ai fedeli insegnamenti morali e dottrinali. Si tenga a mente che in quegli anni il popolo veniva istruito principalmente tramite l’immagine visiva, essendo nella stragrande maggioranza analfabeta. Ciò che nella raffigurazione descriveva l’ambito terrestre diveniva specchio e simbolo della superiore creazione e volontà divina. 

Il linguaggio che queste immagini andavano a creare era un vero e proprio cifrario, come una foresta di simboli attraverso cui i testi sacri, ma anche quelli degli antichi greci e latini, venivano offerti alla mente delle persone. Ogni simbolo era allegoria di qualcosa di spirituale e rimandava ad un percorso che doveva tendere a Dio. 

Oggi molte di queste interpretazioni possono sembrare oscure perché, nello scorrere dei secoli, sono andati persi i codici che permetterebbero di decodificare tali corrispondenze, tuttavia c’è ancora molto che è possibile interpretare correttamente.

Un animale come il Lupo ad esempio, che spesso viene contrapposto all’agnello (simbolo di Cristo), sta ad indicare Satana o il demonio. Esso rappresenta una minaccia per la purezza e l’integrità del gregge e del fedele. Più ampiamente, questa belva diviene anche emblema del peccato di Superbia (come nella Divina Commedia di Dante) e viene spesso associato alla rivolta dell’angelo ribelle Lucifero.

La Pantera, che noi oggi associamo ad un’idea di pericolo, nel Medioevo aveva invece un valore del tutto positivo: era considerata simbolo di Cristo come Salvatore di tutto il mondo. L’etimologia del stessa del suo nome deriva in fatti dal greco pan (tutto). Nel Physiologus si racconta che la pantera dopo aver mangiato dorme per tre giorni, poi si sveglia e ruggisce richiamando a sé tutti gli animali. La similitudine con la morte e resurrezione di Cristo è chiara come anche la sua funzione di unione e guida dell’umanità.

Sui portali delle cattedrali medievali sono spesso presenti anche Grifoni o le Sirene, i famosi mostri mitologici metà donna-metà pesce tanto celebri per la descrizione che Omero ne fece nell’Odissea. Nel codice medievale le Sirene erano infatti simbolo di inganno e seduzione verso i piaceri effimeri.

Animale molto amato nel Medioevo era anche l’Unicorno, che ritroviamo nella splendida basilica ravennate. All’epoca si credeva che esso potesse essere avvicinato solamente attraverso l’inganno. Il Physiologus insegna che solo le giovani vergini erano in grado di avvicinarlo e che l’animale si addormentasse con la testa sul loro grembo. Nell’interpretazione cristiana l’Unicorno passa quindi a significare Cristo, come Figlio della Vergine Maria.

Molto sono gli animali fantastici che si possono incontrare a Ravenna passeggiando ed ammirando la bella Chiesa di San Giovanni Evangelista. Venite a scoprirli!